In alcuni condomìni italiani, tra l’interno 16 e il 18 può comparire il 16A. Il motivo è semplice: il numero 17, tradizionalmente considerato sfortunato, viene talvolta evitato.
Una delle spiegazioni più note riguarda il numero romano XVII, le cui lettere possono essere riordinate per formare VIXI, espressione latina traducibile come “ho vissuto” e associata alla fine della vita. Unito al venerdì, giorno considerato infausto dalla tradizione cristiana, ha dato origine al temuto venerdì 17.
La superstizione immobiliare, però, non riguarda soltanto l’Italia.
A New York, molti edifici passano direttamente dal dodicesimo al quattordicesimo piano, evitando il 13. A Hong Kong, invece, viene spesso saltato il numero 4, la cui pronuncia è simile a quella della parola “morte” in alcune lingue cinesi.
Esistono anche numeri considerati fortunati. L’8, associato alla prosperità nella cultura cinese, può rendere più desiderabile un indirizzo o un appartamento. Alcune ricerche hanno mostrato che, in determinati mercati, queste preferenze culturali possono influenzare perfino il prezzo e i tempi di vendita.
Naturalmente, un numero non modifica la metratura, l’esposizione o la qualità di una casa. Può però cambiare la percezione di chi compra.
Il mercato immobiliare, infatti, non è fatto soltanto di dati e valori al metro quadrato. È fatto anche di emozioni, abitudini e convinzioni.
E allora, da amministratore unico della Quadrifoglio Immobiliare, mi permetto una riflessione finale: davanti a un interno 17, la razionalità direbbe “è solo un numero”. Ma poi, come nella celebre commedia del 1942 di Peppino De Filippo, finiamo tutti per pensare: “Non è vero… ma ci credo.”
E magari, tra un 17 e un 16A, qualcuno un pensierino in più ce lo fa davvero.
La verità? La casa giusta resta quella che ci fa sentire bene, numero compreso. Ma se proprio volete stare tranquilli… noi un interno 16A lo troviamo.
