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Migliorare il proprio mutuo, ecco le vie per farlo

Pubblicato da quadrifoglio on 8 ottobre 2018
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Tre modi diversi per migliorare le condizioni del vostro mutuo. Rinegoziazione, surroga e sostituzione: queste sono le tre soluzioni che potrebbero farvi ottenere tassi e condizioni migliori rispetto a quando avete comprato la vostra casa. Andiamo a scoprirle insieme, per capire se e come possono tornarvi utili.

Chiedere l’erogazione di un mutuo per l’acquisto di casa è nella norma, ma spesso sapere come migliorarlo anche in corso d’opera è possibile e aiuta a sostenerne i costi. Vediamo come nel dettaglio, così da ottenere condizioni anche migliori rispetto a quando si è comprata casa

Anzitutto è possibile la rinegoziazione: questo presuppone che la banca a cui avete chiesto il mutuo rimanga la stessa dall’inizio alla fine.

Si ricorre alla rinegoziazione quando si vuole ridurre il costo di un mutuo stipulato ormai da molti anni. Si può ottenere il cambio di tasso da fisso a variabile o misto (e viceversa) oppure cambiare la durata e l’ammontare delle rate.

Di fatto, per chiedere una rinegoziazione del mutuo serve presentarsi in banca con le idee ben precise su come rimodularlo, magari esigendo condizioni concorrenziali. Per farlo, potreste consultare un comparatore online così da scoprire le migliori offerte di altri istituti di credito. Altro elemento importante: la rinegoziazione è priva di spese e per ratificarla non serve il notaio (basta una scrittura privata). E, soprattutto, la banca ha tutto l’interesse a concedervela in modo da evitare la perdita di un cliente, questo è l’obiettivo da perseguire.

Altro caso, in cui invece la banca perde il cliente, ma può convenire a voi possessori di mutui, ove possibile e vantaggioso è la cosiddetta surroga.

L’obiettivo della surroga è lo stesso della rinegoziazione (modificare il tasso d’interesse senza variare l’importo), ma per l’appunto ci si rivolge a un istituto di credito diverso, solitamente perché offre condizioni migliori rispetto alla banca che ha fornito il finanziamento originario. Anche qui la pratica è a costo zero e se c’è un’ipoteca collegata al mutuo questa rimane valida e viene semplicemente aggiornata con i dettagli della seconda banca.

Infine, la terza via, da non sottovalutare, cambiate totalmente tipo di mutuo con la sostituzione. L’unica delle tre che comporta costi a carico di chi ha stipulato il mutuo. Questo perché viene di fatto erogato un nuovo mutuo, con tutti i costi amministrativi e notarili annessi. Il nuovo mutuo di solito è di importo superiore al precedente, o comunque al capitale residuo che rimaneva da rimborsare. La sostituzione è un’opzione utile a chi ha bisogno di ottenere un nuovo finanziamento, ad esempio perché vuole ristrutturare l’abitazione di sana pianta.

Giovanni Crocè   settembre 2018