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Immobili all’asta, il boom immobiliare che tuttavia non deve ingannare

Pubblicato da quadrifoglio on 29 ottobre 2018
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Le ricerche di immobili all’asta, soprattutto online, nel nostro Paese sono raddoppiate negli ultimi cinque anni ma stentano a tradursi in compravendite effettive, lasciando così quello delle aste un mercato dalle opportunità mancate. Una analisi sugli annunci di case all’incanto che tuttavia sottende dinamiche che non devono ingannare, vediamo il perché, allargando la disamina a livello nazionale, su tutta l’Italia.

Per gli utenti il mercato delle aste, un target ben preciso, che è ancora percepito come difficilmente accessibile da cittadino privato. Su un campione di oltre 2mila utenti emerge che per il 34% «percepisce questo segmento come appannaggio degli operatori professionali». La preoccupazione del 31% dei rispondenti, poi, riguarda le tempistiche di sgombero dell’immobile, nonostante la recente normativa abbia fissato il limite dei sei mesi.

La burocrazia spaventa il 17% degli intervistati, che ritiene l’asta un procedimento da affrontare da soli e in generale pieno, davvero irto di insidie e di difficoltà (14%).

il prezzo più basso della media è in caso di case all’asta, ovviamente un’attrattiva importante che fa sì che gli annunci di aste vengano quasi sempre inclusi in una prima selezione da parte degli utenti. Ciò nonostante le inserzioni di questa tipologia, mediamente, seguono ancora uno schema più vicino agli adempimenti burocratici che alle logiche commerciali, che richiederebbero immagini di qualità e descrizioni esaustive. Questo, unito alla percezione difficoltosa della trattativa, fa sì che poi l’interesse non si traduca in un’azione di contatto verso l’inserzionista».

La “casa tipo” all’asta in Italia, secondo lo studio degli annunci presenti sul portale, ha una superficie media di 102 metri quadrati e un costo pari a 192.000 euro. Se a livello nazionale comprare con questa formula consente di tagliare il 31% del prezzo medio, ci sono città dove il potenziale risparmio è ancora maggiore. Si tratta di Milano e Bologna: nel capoluogo meneghino gli immobili all’asta misurano mediamente 70 metri quadri e costano 227mila euro, il 44% in meno rispetto al prezzo medio al metro quadro della città; la percentuale di sconto è la stessa a Bologna, dove immobili più grandi (138 metri quadri) costano in media 380.000 euro.

Supera altresì il 30% di sconto anche quello che si può ottenere a Bari e Firenze e Roma. In particolare, nel capoluogo pugliese gli immobili all’asta misurano in media 108 metri quadri, per i quali si spendono 213.000 euro, il 36% rispetto al prezzo medio rilevato nella città per gli immobili in vendita. A Firenze, per un immobile da 87 metri quadri all’asta la spesa media è di 314.000 euro, il 31% in meno rispetto al mercato delle compravendite tradizionali.

Giovanni Crocè, ottobre 2018