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Detrazioni fiscali 2019: quali restano, quali sono a rischio

Pubblicato da quadrifoglio on 21 ottobre 2018
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Le detrazioni fiscali potrebbero essere a rischio di riduzione con la manovra 2019, tuttavia, per adesso sono ancora in vigore le norme che dispongono la possibilità di detrarre, tra le altre spese, il 19% degli interessi passivi del mutuo. Questa spesa per la casa però non è l’unica detraibile. Vediamo quali sono le altre.

Tempo di finanziaria, da sempre bussola per avere anche delucidazioni su quali sono e quali soprattutto resteranno le detrazioni per il mutuo effettuabili anche per l’anno 2019.

Andiamo a vedere le principali nel dettaglio, ricordando che la detrazione del 19% con un tetto massimo di 4000 euro come disposto dall’articolo 15 del Tuir – il che si traduce in una detrazione massima di 760 euro – non si limita solo agli interessi passivi del mutuo, ma anche ai cosiddetti “oneri accessori”. Quali sono quindi questi oneri?

730, detrazione del 19% di spese e oneri accessori del mutuo

Nell’elenco ricadono le imposte d’atto connesse al mutuo, comprese l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato. Tra le spese detraibili va considerata anche la parcella del notaio per la stipula del contratto di mutuo prima casa, oltre alle eventuali spese sostenute dal pubblico ufficiale, ad esempio, per le pratiche ipotecarie del cliente. Per un mutuo di medio importo, calcola Mutui.it, ovvero nella fascia 120-150 mila euro, questi costi possono oscillare tra i 1.500 e i 2.500 euro.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, risultano poi detraibili anche le commissioni eventualmente pagate agli istituti bancari per la loro intermediazione, le spese di istruttoria e di perizia tecnica (questi importi variano da banca a banca e tendenzialmente sono compresi dai 100 ai 300 euro).

Mutuo, i costi non detraibili

Tra i costi che invece non si possono detrarre, ci sono i premi di assicurazione dell’immobile, le spese notarili riferite alla stipula dell’eventuale preliminare di compravendita, le imposte pagate dall’acquirente dell’abitazione (di registro se si tratta di un immobile già esistente, Iva se si tratta di nuovo) e le imposte ipotecari e catastali.

Giovanni Crocè, ottobre 2018