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Cedolare secca: ecco tutto quello che devi sapere

Pubblicato da quadrifoglio on 14 novembre 2018
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Il regime della cedolare secca è un regime di tassazione agevolato per i proprietari di case che prevede due tipi di aliquote: del 21% sugli affitti a canone libero oppure del 10% sugli affitti a canone concordato. Ma come si esercita l’opzione? A questa e a molte altre domande ecco tutto quello che devi sapere al riguardo

Nel momento in cui viene stipulato un contratto di affitto con opzione per la cedolare secca il proprietario deve inviare all’inquilino una lettera raccomandata A/R in cui viene comunicato esplicitamente l’esercizio dell’opzione. Nel caso in cui il proprietario non abbia dato preventiva comunicazione all’inquilino con lettera raccomandata A/R, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento dell’affitto a qualsiasi titolo, l’opzione per la cedolare secca non è valida. Tale comunicazione deve avvenire entro la data di registrazione del contratto di affitto.

Nel dettaglio, come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, chi decide di avvalersi della cedolare secca ha l’obbligo di comunicarlo preventivamente all’inquilino con lettera raccomandata. Con la comunicazione il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto, incluso quello per adeguamento Istat. Per i contratti di locazione di durata complessiva nell’anno inferiore a trenta giorni (per i quali non vige l’obbligo di registrazione) e per quelli in cui è indicata espressamente la rinuncia, a qualsiasi titolo, all’aggiornamento del canone, non è necessario inviare al conduttore alcuna comunicazione.

L’opzione per il regime della cedolare secca può essere esercitata alla registrazione del contratto o nelle annualità successive. Alla registrazione del contratto l’opzione deve essere effettuata con il modello Rli utilizzato per la registrazione dell’atto stesso.

L’opzione nelle annualità successive va esercitata, entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente utilizzando il modello Rli. Allo stesso modo, si può scegliere la cedolare in sede di proroga, anche tacita, del contratto di locazione sempre entro 30 giorni dal momento della proroga.

L’esercizio o la modifica dell’opzione può essere effettuata utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia (software Rli o Rli-web);

presentando il modello Rli, debitamente compilato, allo stesso ufficio dove è stato registrato il contratto.

Per i contratti per i quali non c’è l’obbligo di registrazione in termine fisso (locazioni “brevi”, di durata complessiva nell’anno non superiore a 30 giorni), il locatore può applicare la cedolare secca direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale è prodotto il reddito, oppure esercitare l’opzione in sede di registrazione in caso d’uso o di registrazione volontaria del contratto.

Cedolare secca, quando si paga l’acconto

L’acconto per il 2018 è calcolato nella misura del 95% dell’importo indicato alla colonna “differenza” della dichiarazione per l’anno precedente ed è dovuto solo se il debito che risulta dalla dichiarazione alla colonna “differenza” supera 51,65 euro.

Può essere versato in due rate, a giugno e a novembre (quando l’importo complessivo sia pari o superiore a 257,52 euro), oppure in un’unica soluzione a novembre (quando l’importo complessivo sia inferiore a 257,52 euro).

Entro il 30 novembre va versata:

in caso di due rate, la seconda rata, nella misura del 60% del 95% della differenza dovuta per l’anno precedente;

in caso di unica soluzione, la rata nella misura del 95%.

Il versamento del secondo acconto non può essere rateizzato.

Il versamento deve essere effettuato con Modello F24, codice tributo 1841 (acconto seconda rata o unica soluzione).

Giovanni Crocè, novembre 2018