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Cedolare secca immobili commerciali: il vademecum per il 2019

Pubblicato da quadrifoglio on 28 gennaio 2019
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La legge di Bilancio ha esteso a partire dal 1º gennaio 2019 la cedolare secca 2019 anche agli immobili commerciali e i capannoni. Vediamo quali sono le novità previste dalla nuova normativa, anche grazie all’utile vademecum elaborato da Confedilizia, per quella che viene presentata come quella tra le novità più importanti del panorama legislativo italiano nell’anno in corso.

A partire da quest’anno sarà possibile usufruire della cedolare secca 2019 anche per gli affitti commerciali dei negozi. All’affitto dei locali commerciali si applicherà la tassazione sostitutiva Irpef del 21%, sempre e quando si rispettino determinati requisiti riassunti dall’utile vademecum di Confedilizia, con un risparmio di tasse da pagare medio netto a locale che varierà tra i 1000 ed i 2800 euro in meno, proprio grazie alla cedolare secca ed optando per la tassazione sostitutiva irpef prima disponibile solo per le case .

Ovviamente tutto questo a patto che i contratti di locazione vengano stipulati nel corso dell’anno 2019.

La cedolare secca per gli immobili commerciali potrà essere applicata per l’intera durata del contratto.

Il nuovo regime fiscale interessa le unità immobiliari di categoria catastale C/1 e le relative pertinenze locate congiuntamente.

La cedolare secca per i negozi può applicarsi agli immobili di superficie massima di 600 metri quadri; nel calcolo della superficie, le pertinenze non vanno considerate.

Possono usufruire della cedolare i locatori persone fisiche, mentre nessun requisito è previsto in capo ai conduttori e l’aliquota della cedolare è pari al 21%.

Non ci si può avvalere del nuovo regime fiscale in caso di contratti stipulati nell’anno 2019 se alla data del 15 ottobre 2018 “risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale”.

L’Agenzia delle entrate ha precisato che, poiché i software di compilazione relativi al Modello RLI sono in corso di aggiornamento, attualmente è possibile registrare i nuovi contratti esclusivamente recandosi presso gli uffici territoriali dell’Agenzia stessa, e non in via telematica.

Tutto ciò dovrebbe portare anche un reciproco vantaggio alle casse statali dato il forte stimolo a stipulare contratti regolari e non in nero, regolarizzando tutta una parte di economia sommerso che fino ad ora era in forte espansione, evitando situazioni di degrado o di locali sfitti, per una soluzione che sembra davvero ottimale e, se ben applicata, capace di durare nel tempo anche nelle prossime annate.

Si tratta di una misura ventilata anche dai precedenti governi ma che solo quest’anno è riuscita ad avere finalmente concretezza per dare respiro ad un progetto volto ad alleggerire la pressione fiscale e contribuire alla ripartenza ulteriore della nostra economia.

Giovanni Crocé, gennaio 2019